Fasi di lavoro - Carpi rinasce

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Fasi di lavoro

 

Fasi di lavoro

Subito dopo il terremoto, la Diocesi si è impegnata perché fossero eseguiti, in tutte le parrocchie, chiese, monasteri ed edifici di proprietà, i controlli necessari ad una valutazione completa del danno e dell'eventuale pericolo sulle persone e sulle cose.
Dagli organi competenti sono state eseguite le stime sul patrimonio artistico-architettonico e attribuite le inagibilità, sulla base delle quali si è provveduto a progettare la messa in sicurezza al fine non solo di evitare il progressivo deterioramento degli edifici, ma soprattutto per consentire di eliminare le inagibilità indotte sulle aree circostanti.

Per gli edifici danneggiati dal sisma, occorre dunque distinguere la fase, attuale, di messa in sicurezza da quella che, in un periodo successivo, prevede la loro riparazione o ricostruzione.

Prima fase: la messa in sicurezza
Le cosiddette opere provvisionali di messa in sicurezza possono riguardare l'esterno degli edifici quando vi è un pericolo sulle persone, gli edifici e la viabilità circostante, e/o l'interno, per evitare ulteriori crolli dovuti al proseguire delle scosse o alle intemperie.

Nei primi mesi dopo il sisma si è svolto il passaggio di competenze dalla Protezione civile alla Regione Emilia Romagna e anche la Diocesi di Carpi sta adeguando i progetti di messa in sicurezza alle normative regionali (che sono tuttora in via di definizione).

L'onere della realizzazione spetta agli enti proprietari (le parrocchie o la Diocesi, per i beni di sua proprietà). Diocesi, Comuni e Direzione regionale per i beni culturali e paesaggistici continuano ad operare in collaborazione, al fine di trovare soluzioni più efficaci per poter eliminare al più presto le situazioni di pubblico pericolo e affinché si ripristini una vita ordinaria nelle realtà territoriali colpite.

Per favorire il più possibile tale collaborazione la Diocesi di Carpi, per prima tra quelle colpite dal sisma, ha scelto di essere ente attuatore, ovvero di gestire in prima persona l'iter burocratico relativo agli interventi di messa in sicurezza (la linea guida è quella prevista nell'ordinanza n.1 del 22 maggio 2012, emessa dalla Protezione civile all'indomani del sisma).

Vedi i progetti di messa in sicurezza -->


Seconda fase: la ricostruzione
Al momento non è dato prevedere quando sarà possibile riparare e ricostruire gli edifici danneggiati o quasi totalmente crollati in seguito al sisma.
Si cercano sostenitori, attraverso collaborazioni e "adozioni" dei singoli monumenti, affinché il patrimonio storico-artistico della Diocesi di Carpi possa essere restituito alla popolazione e, per quanto sarà possibile, la vita di fede possa riprendere nei luoghi originari.

Contemporaneamente, nel collegamento continuo tra Caritas diocesana e Caritas Italiana, si è provveduto a dotare le parrocchie di strutture alternative che consentissero alle comunità di riprendere le proprie attività al più presto e in luoghi quanto più possibile adeguati alle necessità, in vista dell'inizio del nuovo anno pastorale.

                                                     

 
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